Non potremo mai essere equanimi perché dipendiamo dal Cav.
Giuliano Ferrara si chiede oggi se sia possibile un “giudizio equanime” sul berlusconismo e, per farlo, introduce la madre di tutte le questioni: “Se c’è ancora, e dovrebbe esserci, una sinistra italiana non televisiva e non manettara […]”. Questo è il punto, caro Direttore: quella sinistra non c’è. di Andrea Mancia e Simone Bressan - www.rightnation.it
21 AGO 20

Giuliano Ferrara si chiede oggi se sia possibile un “giudizio equanime” sul berlusconismo e, per farlo, introduce la madre di tutte le questioni: “Se c’è ancora, e dovrebbe esserci, una sinistra italiana non televisiva e non manettara […]”. Questo è il punto, caro Direttore: quella sinistra non c’è. Bersani ha venduto le sue lenzuolate semiliberali al miglior offerente per un pugno di ospitate ad Annozero e la famosa “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria è diventata argomento buono solo per alcuni liberal nostalgici, tutti presi a raccontarsi di “come si stava meglio (con Veltroni), quando si stava peggio (e si perdeva)”. L’orgia sinistra di oggi è un’ammucchiata selvaggia che parte da Bocchino e arriva fino a Nichi Vendola (pallida imitazione della grande chiesa di Che Guevara e Madre Teresa teorizzata da Jovanotti) e ha un solo obbiettivo: abbattere Berlusconi, negargli consistenza politica, non riconoscere dignità morale a chi lo vota e – sopra ogni cosa – superare di slancio questo incubo che dura dal 1994 e ricominciare la solita vita di sempre, tra governi balneari e larghe intese. Alcuni che si dicono liberali sono lì, oggi, a brindare alla presunta fine di Berlusconi con manettari e statalisti. Altri statalisti, invece, sono lì a tenere in piedi Berlusconi e a dirgli che tutto va bene, che no, non è lui che sbaglia, che è tutta colpa di Santoro e Floris, di Annozero e Ballarò.
Davanti allo specchio, però, occorre chiedersi in tutta onestà: abbiamo questa sinistra perché abbiamo questa destra o viceversa? Chi determina chi, in questo circolo vizioso che uccide le idee e ci fa vivere di rancori, delegittimazione e sputtanamento. Non lo sappiamo, caro Direttore, ma quel che è certo è che non saremo mai equanimi nel giudizio su Berlusconi fino a che dipenderemo così morbosamente da lui. Bisogna candidamente ammettere che a destra in troppi non riescono a capacitarsi di una parabola che si sta concludendo e che a sinistra, tutti, sentono necessario riaffermare il loro antiberlusconismo, unica ragion d’essere capace di tenere uniti Casini e Vendola, Fini e Di Pietro, Veltroni e Bersani.
Davanti allo specchio, però, occorre chiedersi in tutta onestà: abbiamo questa sinistra perché abbiamo questa destra o viceversa? Chi determina chi, in questo circolo vizioso che uccide le idee e ci fa vivere di rancori, delegittimazione e sputtanamento. Non lo sappiamo, caro Direttore, ma quel che è certo è che non saremo mai equanimi nel giudizio su Berlusconi fino a che dipenderemo così morbosamente da lui. Bisogna candidamente ammettere che a destra in troppi non riescono a capacitarsi di una parabola che si sta concludendo e che a sinistra, tutti, sentono necessario riaffermare il loro antiberlusconismo, unica ragion d’essere capace di tenere uniti Casini e Vendola, Fini e Di Pietro, Veltroni e Bersani.
di Andrea Mancia e Simone Bressan - www.rightnation.it